Svegliami!

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SVEGLIAMI
Ovvero: cronaca di un leone che ha premuto “posticipa” troppe volte 🦁⏰


Lo conosciamo tutti, quel momento. Il cielo è grigio, la pioggia batte, il piumone ti abbraccia come nessun altro al mondo e le ore passano lente lente. Svegliami è la colonna sonora ufficiale di chi lotta ogni mattina contro la forza di gravità del proprio letto, e di chi sa che dentro, sotto le coperte, dorme una belva pronta a ruggire. Prima o poi.

Atto I: il letargo. Si parte in pieno stato vegetativo. Fuori è tutto grigio, dentro è tutto buio, e il tempo sembra essersi preso un giorno di ferie. Ma attenzione: in lontananza c’è già il domani che chiama. Come la sveglia, solo più poetico.

Atto II: occhi chiusi, anima che urla. Chiudo gli occhi… chiudo gli occhi. Due volte, perché una non bastava. Nel silenzio il nostro eroe urla cose che nemmeno lui conosce. Classico: tutti abbiamo avuto conversazioni profondissime con il soffitto alle tre di notte.

Atto III: il ruggito. Ed ecco il ritornello, il momento motivazionale. Svegliami, svegliami, sono un leone addormentato! Non un gatto, non un criceto: un LEONE. Il domani è un fuoco e lui ruggirà. Non adesso, eh, ma ruggirà. È l’inno perfetto da cantare a squarciagola sotto la doccia, mentre il caffè non ha ancora fatto effetto.

Atto IV: la dolce violenza. Qui il brano raggiunge vette filosofiche. Il letto viene definito una dolce… violenza, con tanto di puntini di sospensione drammatici. Chiunque abbia provato ad alzarsi un lunedì di novembre sa che non c’è descrizione più onesta. Ma ecco il colpo di genio: dormo per rinascere più vero. Non è pigrizia, signori, è crescita personale.

Atto V: il risveglio della belva. E infine il gran finale. La fine è solo un inizio e il leone si alza, quieto e feroce, un’altra volta. Quieto perché sono le sette del mattino, feroce perché guai a chi gli parla prima del caffè.


Sotto l’ironia, Svegliami è una canzone sulla rinascita: le giornate storte, i momenti in cui ci si sente spenti e la certezza che dentro c’è sempre una forza pronta a rialzarsi. Si può cantarla per motivarsi o per giustificare quei cinque minuti in più sotto le coperte.

Avvertenza: l’ascolto può provocare improvvisi ruggiti in pubblico. 🦁🔥